lunedì 26 gennaio 2009

La finta genovese povera e bella







Quando ho letto il post di Precy con la sua iniziativa, ho pensato che stavolta avrei passato la mano, non ci voleva solo la ricetta, ma anche una storia ad essa collegata, che raccontasse di noi e delle nostre famiglie, dei nostri ricordi d’infanzia legati ai nonni, io però sono nata da genitori “grandetti” e non ho conosciuto i miei nonni, solo la mamma di mia mamma per pochi anni prima che se ne andasse. Di mia nonna ricordo la sua frittura di pesce in una padella annerita dall’uso e forse proprio per quello il sapore era unico. Ma la mente umana è una scoperta continua, improvvisamente mentre guidavo e rimuginavo, mi si è aperto un cassetto, anzi devo dire che è proprio schizzato fuori dal comò delle memorie, un piatto semplice semplice ma pieno di sapore e tenerezza. Mia madre e mio padre hanno sostituito i racconti dei nonni con i loro, avendo appunto vissuto la guerra e i disagi. Più che altro mia madre, donna bellissima, verace e passionale, dal carattere forte e volitivo, dal sorriso aperto e dalla risata pronta, dotata di grande senso pratico e capacità di risolvere i problemi, anche aggirandoli. Nata in una famiglia numerosa, durante la guerra ha patito la mancanza di generi alimentari, per cui a casa sua si cucinava quello che si poteva con quello che si aveva. Origini totalmente diverse quelle di mio padre, appartenente alla nobiltà decaduta partenopea, uomo tutto di un pezzo, attento alle convenzioni e ai comportamenti, a casa sua si pranzava in piatti di porcellana, con posate d’argento, su tavole apparecchiate finemente; lui non aveva storie di fame e patimenti da raccontarmi, ma mille altre affascinati e seducenti. Sono cresciuta in un mix di culture e sentimenti, con una coppia di genitori totalmente disassortita, circondata dall’abbraccio appassionato di mia madre e le letture raffinate di mio padre. Soffocata da tante premure, appena ho potuto ho iniziato a girare il mondo, a vivere le mie esperienze, necessarie per sopravvivere al di fuori di quel bozzolo caldo. E ho scoperto che c’era una realtà meravigliosa dove si poteva mangiare un gelato dopo cena senza avere una congestione, si poteva fare il bagno a stomaco pieno senza morire, si poteva vivere senza maglia di lana e non avere la polmonite. I miei genitori hanno fortunatamente capito e mi hanno lasciato andare ma i loro insegnamenti mi accompagneranno sempre. La ricetta è chiaramente di mia mamma, mi sono infatti ricordata che preparava spesso questi bucatini, che lei riproponeva perché troppo saporiti anche se poveri poveri, nati dal nulla, dalla necessità di sua madre di mettere il piatto a tavola anche nei periodi neri, soffriggeva delle cipolle e ci condiva la pasta, solo quando poteva ci aggiungeva qualche pezzetto di pancetta. Da qui nasce la “finta genovese”, quella vera è invece un sugo buonissimo di cipolle e spezzatino di manzo, una rarità a quei tempi.

Ecco come si fa, io ho aggiunto una manciata di parmigiano per mantecare e legare.
300 gr. di bucatini
3 cipolle bianche
pancetta arrotolata
parmigiano
olio extraFare sudare a fuoco basso per due ore circa le cipolle affettate sottilmente, controllando spesso che non brucino. Aggiungere la pancetta a pezzetti, fare cuocere ancora per una mezz’ora. Cuocere i bucatini e scolarli molto al dente per poi completarne la cottura “risottata” nella padella con il sugo allungando con un po’ d’acqua della pasta. Una volta creata la cremina rilasciata dall’amido, spolverare con abbondante parmigiano e mantecare

24 commenti:

Precisina ha detto...

Grazie Paoletta!!! Mi fa morire il tuo slang, te l'ho già detto vero?! Tua madre, una donna bellissima? Bè... sai cosa viene adesso no?! Bacio, N.

emilia ha detto...

Povera o no a me piace ! Brava Paola, buona settimana :)

manu e silvia ha detto...

che buona!!! e che fame!!
baci baci

Elga ha detto...

Bellissima la storia che hai raccontato accompagnata da questa bella ricetta, che possied tanto sentimento!

JAJO ha detto...

Grande Paoletta, sai rapire quando parli, con la tua cadenza partenopea, ed anche quando scrivi: immaginavo delle scene tipo "Gattopardo" immaginando i pasti della famiglia di tuo padre :-D
Tropppo bbuòna 'sta fina genovese :-D

Simo ha detto...

Chissà che saporino........

Paola ha detto...

Precy: il mio slang, mi fai troppo ridere!!! Bacio
Emilia grazie e bacione
Manu e Silvia: quando l'ho postata era quasi ora di pranzo, pur avendola mangiata ieri avrei proprio fatto il bis!!
Elga: grazie cara il fatto è che il nostro passato ci aiuta a ricordare e tutti noi siamo quello che abbiamo vissuto, fortunatamente.....Bacio
Jajo: troppo caro!!! Vabbè se mai venite a cena da me ve la preparo!!!
Simo: un caro abbraccio

Viviana ha detto...

tu sei trooppppo fantastica!!!
ora corro a leggere l'iniziativa di precisina che me l'ero persa!
:)
un bacione grandissimoooo

ps: Siscilia??? quandoquandoquando? e dovedovedove che forse a giugno ci sono pur'io :)))

Ady ha detto...

Della serie un piatto una poesia, come dimenticare i bucatini!!!
Un classico anche a casa della mia nonna però cucinati con aglio, olio e quanche pomodorino del pendolo!!!
Un bacione

Paola ha detto...

Vivi: i primi di giugno a San Vito lo Capo vado!!! Mare, cibo e pure una puntatina alle Egadi. Dai su cerca di esserci anche tu!!!
Ady: il bucatino è sempre il bucatino anche a Maurizio non piacciono, a lui ho preparato le penne che per me con questo sugo non legano!!

Ross ha detto...

Mannaggia, 'sto bucatino è proprio sfizioso... Quando si portava in tavola una cucina povera, ma povera veramente... e veramente fantastica... Mia nonna con tre uova, una cipolla ed una manciata di piselli o con avanzi di verdura preparava una fantastica torta salata che sfamava cinque persone... La faccio ancora, sai, ed è sempre apprezzata... la torta di piselli e cipolle della nonna... Amarcord... Bacioniiiii!

Mirtilla ha detto...

bellissimo piatto,semplice quanto gustoso ;)

Luca and Sabrina ha detto...

Paola, ma lo sai che sa decisamente di buono? I profumi che si sprigionano in cucina mentre la cipolla e la pancetta sfrigola nella padella.......
Che sei di origini Nobili lo avremmo dovuto capire dalla tua ospitalità e da altri particolari.
Un forte abbraccio!
Sabrina&Luca

Ciboulette ha detto...

Ma sei proprio sicura che si possa sopravvivere senza maglia di lana??? :)))
La cosa strana è che noi, figli di genitori apassionatamente apprensivi, possiamo sopravvivere alle mille preoccupazioni pasateci col biberon e vivere una vita normale, eh eh!!

Questa finta genovese ha un aspetto superbo, ma io vorrei tanto imparare a fare la VERA genovese, insomma, finchè respiro l'aria di Napoli!! :))
Un bacio!!

PS: Ti ho vista nelle foto del blog-incontro romano, ma sei bellissima!!!

Antonella ha detto...

Buonissimi questi bucatini.....amo le cipolle nella pasta!!!;-9
Bacioni!
p.s.:siete guariti?:)

sciopina ha detto...

bella la finta genovese..come la pasta alle vongole fujute..e bello anche il tuo racconto che mi ci ha fatto rispecchiare per molti versi.
Scoprire che si puo' fare il bagno con la pancia piena senza morire non ha prezzo..

Paola ha detto...

Ross: a volte certe ricette sono sorprendenti!!! Un bacio grande
Mirtilla: grazie cara!!
Luca e Sabrina: un profumino per tutta la casa!!! In realtà la stirpe è scomparsa da tempo, ma a casa di mio padre rimaneva più una nobiltà d'animo che di fatto. Io cerco molto di nascondere questo mio aspetto e di mostrare la parte materna più verace...avervi a casa mia è stato un dono per me, che spero vogliate rifarmi!! Un caro abbraccio.
Ciboulette: si si si sopravvive eccome!!!A volte troppe premure non aiutano, ma meno male che se ne riesce e venire fuori!!
Una delle prossime domeniche preparo la genovese e la posto, così vedrai quanto è facile, tutto dipende dai tempi di cottura...
Ma quali foto hai visto???? mi sa che erano ritoccate:)))) Ma grazie comunque dei complimenti
Antonella: ci stiamo riprendendo a fatica ma ce la stiamo facendo:)) Bacio
Sciopi: pure tu mix di origini??? Grandi le vongole fujute!!! Si no price anche se mia mamma mi telefona ogni sera e si raccomanda di coprirmi bene, di non mangiare fritti e di fare la doccia anzicchè il bagno!!! Pazzesco....bacio

Dida70 ha detto...

Cara Paola,
grazie per le tue parole ... mi fanno bene al cuore da un lato ma mi straziano dall'altro per quanto sono vere ... io lo credo che c'è tanta gente oggi intorno a noi ... troppo vicina a noi che pensa che sia stato giusto e d'latronde se non ci fossero state grandi complicità tutto ciò non sarebbe stato possibile!
ti abbraccio
dida

Viviana ha detto...

a san vitoooooooooooooo
miiiiiiiii che meraviglia!!! stragodetevelaaaaa!! poi se vuoi ti consiglio un ristorantino in cui abbiamo mangiato benissimo!
noi prenderemo le ultime due di giugno :((((((((

dolci a ...gogo!!! ha detto...

la genovese mi piace da morire(da buona napoletana)ma questa è altrettanto buona anzi mi segno subito la ricetta!!bacioni imma

Pippi ha detto...

che bei ricordi Paola! Sono rimasta attaccata al video fino all'ultima parola come rapita ... ;-)
Pippi

Carolina ha detto...

Adoro questo genere di pasta. Semplice, schietta, genuina, buonissima!
Buona serata!

NICLA ha detto...

...che bella storia!!! si lo so che te lo hanno detto tutti io arrivo sempre per ultima, ma non riesco mai a trovare il tempo.....
mi piace quando la gente apre questi cassetti dimenticati e tira fuore quanto c'è di più bello, ricetta compresa. ciao Claudia

Paola ha detto...

Dida: un abbraccio

Vivi: preso nota, ci andrò!!!Grazieee

Dolci a gogò: quasi quasi domenica la faccio quella vera..

Pippi: grazie per essere passata e un grande bacio!!

Carolina: grazie mille!!

Claudietta: macchè ritardo!! E' sempre un piacere quando passi da queste parti. Certo che quando si aprono i comò:))) Bacioni