
E’ finita (trallallà) un’ altra settimana!!! Non particolarmente pesante ma luuuunga, domani mi rientra il figlio dalle fredde terre irlandesi (fiuuuuu, è andata!!), domani sera degno comitato di accoglienza a Fiumicino con tanto di lacrimuccia che ci è scappata anche alla partenza:) perché non so se a voi succede quando i figli sono via, ma io sono stata in apnea, in ansia e tormentata da mille paure. Meno male che alcuni amichetti possessori di blogghe mi hanno fatto tanta compagnia, con divertenti scambi di mail e cavolate amene. Tra l’altro mi sono pure dovuta sorbire una cena di lavoro in un noto ristorante romano con tanto di menù a più portate (e questo va pure bene), ma va meno bene quando ci si trattiene a chiacchierare e “bevi tu che bevo anch’io” “un altro caffettino?” “una praline?” ed ecco che si fa notte, togliendo tempo al prezioso sonno riparatore di cui necessito per campà (8-9 ore:)) col risultato che oggi sono stralunata e assonnata, avete presente la sensazione di avere ovatta nella testa??? Proprio quella là!! Vi lascio al vostro weekend con un piatto di pappardelle saporitissime assaggiate in un ristorante sabato scorso e modificate secondo i miei gusti. Del resto quando si va a fare un giretto nella locanda in Umbria che ospiterà a breve un gruppo di scalmanati food blogger male intenzionati, ci si stanca molto e si consumano energie per chiedere, vedere, verificare “ Ma come siamo messi a piatti e posate?” “ Ma il frigo è capiente e la lavastoviglie?” “ No perché noi abbiamo intenzioni serissime e suicide, dobbiamo affettare, friggere, sminuzzare, impastate e mangiareeeee!” Dopo tanto impegno è necessario rinfrancarsi sedendosi con le gambe sotto il tavolo in uno di quei posticini di campagna in cui ci si imbatte per caso a Lubriano, la trattoria in questione si chiama Vecchio Mulino e davvero merita una visita in caso vi trovaste da quelle parti, posticino un po’ defilato, con locali piccoli e accoglienti, materie prime di qualità e last but not least, rapporto qualità/prezzo eccellente. La ricetta del ristorante prevedeva anche del radicchio tagliato a julienne, che io ho omesso.
Ecco come si fanno:
300 gr di pappardelle all’uovo
250 gr di stracchino morbido e filante
70 gr di speck
mezzo bicchiere di latte
sale
parmigiano
Mettere a bollire l’acqua e nel frattempo sciogliere in una padella lo stracchino con un po’ di latte, aggiungere dello speck tagliato a striscioline e del parmigiano che si dovrà sciogliere. In un padellino antiaderente fare abbrustolire dell’altro speck a striscioline che diventerà croccante.
Quando l’acqua bolle fare cuocere le pappardelle, scolarle e mantecarle con la salsa di stracchino, e con un altro po’ di parmigiano. Impiattare e cospargerle di straccetti di speck croccante per l’effetto crunch (e vabbè sono una Gambero Rosso addicted!)
Ecco come si fanno:
300 gr di pappardelle all’uovo
250 gr di stracchino morbido e filante
70 gr di speck
mezzo bicchiere di latte
sale
parmigiano
Mettere a bollire l’acqua e nel frattempo sciogliere in una padella lo stracchino con un po’ di latte, aggiungere dello speck tagliato a striscioline e del parmigiano che si dovrà sciogliere. In un padellino antiaderente fare abbrustolire dell’altro speck a striscioline che diventerà croccante.
Quando l’acqua bolle fare cuocere le pappardelle, scolarle e mantecarle con la salsa di stracchino, e con un altro po’ di parmigiano. Impiattare e cospargerle di straccetti di speck croccante per l’effetto crunch (e vabbè sono una Gambero Rosso addicted!)

